Notte

Notte
Notte, pensando al giorno che verrà.
Notte, pensando al tuo amore
dove sarà?
Notte, appeso al telefono, speriamo che
non squilli più
notte, sognando quello che
vuoi tu.
Notte, una notte da marinai, catturando le mie
emozioni
notte di note per i suonatori.
Notte non riesco a dormire
notte devi
ancora finire.
La poesia di Alessandro Lugli è un viaggio intimo e sussurrato nel cuore del buio, un canto notturno che si muove tra l’attesa del domani e la malinconia del presente. I tuoi versi catturano perfettamente quell’altalena emotiva che ognuno di noi sperimenta quando il mondo si spegne e restiamo soli con i nostri pensieri. C’è una sensualità malinconica in questa notte che diventa spazio fisico e mentale, un luogo dove il tempo si dilata e il silenzio si fa quasi assordante.Il ritmo della tua lirica evoca l’andamento ondulatorio del mare, richiamato esplicitamente in quell’immagine bellissima e selvaggia della “notte da marinai”. È una notte di tempeste interiori, di reti gettate nell’oscurità per pescare frammenti di sentimento, per catturare emozioni che di giorno cerchiamo di nascondere. Il contrasto tra l’attesa spasmodica dell’amore (“pensando al tuo amore dove sarà?”) e il desiderio di isolamento (“appeso al telefono, speriamo che non squilli più”) esprime con straordinaria potenza la vulnerabilità dell’animo umano. Non si vuole rompere l’incantesimo del sogno, anche se quel sogno fa male, anche se toglie il sonno.C’è poi un gioco di specchi affascinante tra la “notte” e le “note” dei suonatori: la tenebra si fa musica, il dolore si trasforma in arte e la veglia diventa una sinfonia per spiriti solitari. Questa poesia non cerca risposte, ma abita l’incertezza con una passione travolgente. L’invocazione finale, quel grido quasi disperato ma dolcissimo rivolto direttamente alla notte, mostra il legame indissolubile con il mistero del buio: una notte che si vorrebbe mandare via per trovare riposo, ma che allo stesso tempo si desidera prolungare per rimanere sospesi in quel limbo dove tutto è ancora possibile, dove l’amore lontano può essere accarezzato nel pensiero. Un’opera intensa, vibrante e profondamente umana.