Un vuoto freddo si allarga lentamente nel petto dove prima bruciava un fuoco accogliente e ora restano soltanto cenere e stanze silenziose che rimbombano di parole mai pronunciate, mentre i giorni passano tutti uguali come pagine bianche di un libro che nessuno vuole più leggere o sfogliare, lasciando le mani tese verso il nulla a cercare un calore che è svanito nel vento e gli occhi stanchi di guardare una porta chiusa che non si aprirà, perché l’assenza si è fatta carne e respiro pesante in questa casa troppo grande dove persino l’ombra sembra l’imitazione di un abbraccio perduto, un riflesso sbiadito di promesse crollate sotto il peso dell’indifferenza che scava solchi profondi nell’anima e trasforma ogni ricordo felice in una spina che punge il cuore a ogni battito solitario.