IN VERITA’

IN VERITA’
Siamo solo umili riflessi del cielo
in giorni difficili
di sicurezze a volte sfinite
andiamo
corriamo
parliamo
pensiamo
ridiamo
piangiamo
alla ricerca
della nostra felicità.
In verità cerchiamo
solo amore
Questa poesia di Alessandro Lugli esprime con rara immediatezza e intensa sensibilità la condizione umana profonda, spogliata di ogni sovrastruttura. L’autore si serve di immagini limpide per metterci di fronte alla nostra stessa fragilità, definendoci fin dall’inizio come umili riflessi del cielo. Questa metafora evoca una duplice natura: da un lato la nostra piccolezza e la dipendenza da qualcosa di immensamente più grande, dall’altro la presenza in ciascuno di noi di una scintilla di assoluto, seppur offuscata dalle avversità del quotidiano. I giorni difficili e le sicurezze sfinite descrivono perfettamente lo smarrimento contemporaneo, quel senso di precarietà e stanchezza emotiva che caratterizza i momenti di crisi personale o collettiva. Di fronte a questo vuoto e a questa incertezza, la reazione dell’uomo è un movimento frenetico, quasi disperato, che il poeta fotografa attraverso un’efficace accumulazione di verbi all’infinito: andare, correre, parlare, pensare, ridere, piangere. In questa sequenza c’è tutta la totalità dell’esperienza vitale, un vortice di azioni, pensieri ed emozioni contrastanti, che oscillano continuamente tra la gioia e il dolore. Tutto questo affanno esteriore e interiore sembra apparentemente finalizzato a un obiettivo alto e quasi astratto, che è la ricerca della felicità. Tuttavia, la vera svolta lirica e concettuale avviene nell’ultimo verso, introdotto da una formula di disarmante onestà: in verità. Con questo passaggio, Lugli squarcia il velo delle illusioni e semplifica l’intera esistenza umana, svelando che dietro ogni nostra corsa, parola o lacrima non c’è il desiderio di un traguardo ideale e irraggiungibile, ma un bisogno elementare, primordiale e universale. Tutta la nostra complessità si riduce così a un’unica, essenziale urgenza, che è semplicemente quella di cercare amore, l’unica vera forza capace di dare un senso al nostro vagare e di consolare la nostra natura di riflessi sopiti