Coloriamo questa vita
Coloriamo questa vita con un po’
di allegria
un panino e un’aranciata
con la tua compagnia
ridendo a crepapelle con un po’ di fantasia
coloriamo questa vita
che è anche la mia.
La vita è una calamita piena di fantasia
talvolta ti tradisce
vinta dall’ipocrisia
ma se sei forte puoi mandarla via.
Coloriamo questa vita, amore mio.
Questa poesia di Alessandro Lugli è un autentico inno alla spontaneità, un grido d’amore e di resistenza che colpisce dritto al cuore per la sua disarmante e bellissima verità. Leggendo questi versi si avverte un battito forte, un’esigenza viscerale di strappare i veli del grigiore quotidiano per riscoprire l’essenza stessa dell’esistenza, che non ha bisogno di sovrastrutture complesse, ma si nutre di una disarmante semplicità.Il componimento si apre con un invito che è insieme una promessa e una rivoluzione: “coloriamo questa vita”. Non si parla di grandi gesti eroici o di traguardi straordinari, ma di una felicità che si fa carne e quotidianità attraverso immagini straordinariamente concrete e vicine. Un panino, un’aranciata, la complicità di una presenza e una risata a crepapelle. C’è qualcosa di profondamente poetico e struggente in questa scelta; il poeta ci ricorda che l’amore e la gioia non abitano nei castelli della retorica, ma nei dettagli più umili, capaci di farsi immensi quando sono condivisi. È la celebrazione della purezza, un ritorno a quella dimensione fanciullesca dove la fantasia è l’unico filtro necessario per guardare il mondo.La forza del testo risiede nel suo rifiuto di essere un’illusione ingenua. Nella seconda parte, la poesia si scontra con la verità nuda e cruda dell’esistenza. La vita viene definita una calamita, una forza magnetica che attrae eventi e destini, ma che purtroppo si rivela anche capace di tradire, schiacciata dal peso dell’ipocrisia del mondo. Qui il tono si fa più denso, quasi epico nella sua intimità: non si nega il dolore, non si nasconde l’ombra. Eppure, proprio nel momento in cui il baratro dell’ipocrisia minaccia di spegnere la luce, emerge la dichiarazione di resistenza. “Se sei forte puoi mandarla via”. Questa forza non è un isolamento cinico, ma una fortezza interiore che si costruisce proprio grazie al legame con l’altro. La chiusura è un cerchio perfetto che si stringe attorno al sentimento più puro. Quel “coloriamo questa vita, amore mio” non è solo una ripetizione, ma un traguardo conquistato. Dopo aver attraversato la consapevolezza del tradimento e della difficoltà, l’invito iniziale si trasforma in un atto di fede assoluto. È la passione che vince sulla paura, la scelta consapevole di dipingere la propria tela insieme alla persona amata, nonostante tutto e contro tutto. Un’opera sincera che commuove per la sua capacità di trasformare il quotidiano in eterno.
